Intervista ROCK HARD magazine 2013

In Italian

  • 1 – Teumman 2 continua il concept iniziato con Teumman 1 ma forse sarebbe il caso di riepilogare per i nostri lettori la storia che ne è alla base… di cosa parla il concept?
    R: (Davide) Il concept narra la storia di Teumman, principe elamita che cade all’inizio della vicenda in una grande battaglia. Nella prima scena, ambientata nella notte successiva allo scontro, un narratore descrive il combattimento e la scena con il campo di battaglia coperto di cadaveri e gli animali notturni che si apprestano a banchettare. Ma un’ombra si aggira in questo scenario lugubre: trovato il corpo di Teumman, questi lo trascina via con sé. Nella seconda scena, si fa la conoscenza di Oriax, un demone che ha portato il principe nell’oltretomba, e gli preannuncia l’arrivo di Berkaal, il signore delle tenebre, che deve proporgli un patto. Una volta giunto nell’antro, Berkaal propone a Teumman di tornare sulla terra e far innamorare di sé la regina Namrad, fedelissima consorte del re assiro Agares, così da spezzare questo legame fortissimo per indurre entrambi al male, in cambio il principe avrà il dono della vita eterna. Teumman accetta, torna tra i vivi, si reca al palazzo di re Agares, e chiede di essere accolto presso la sua corte dato che nella guerra ha perso tutto. Agares lo accoglie come un figlio, ma ben presto se ne pente, dato che il rapporto tra il principe e la regina suscita le malelingue ed i sospetti di tutti coloro che vivono nel palazzo. Teumman nel frattempo comincia a pentirsi di avere accettato l’incarico, colpito com’è dal fascino, dall’umanità e dalla purezza di Namrad. Tra sensi di colpa, tentennamenti, scoppi d’ira e colpi di scena si arriva alla fine che non mi sembra giusto svelare….
  • 2 – Perché un’ambientazione “mesopotamica” della storia? Cosa vi affascina di quel contesto?
    R: (Davide) Sono sempre stato affascinato dalla civiltà assira, e mi è sembrato un contesto molto poco sfruttato e ricco di elementi tra loro contradditori, ma mi rendo conto che per sviscerare a fondo almeno buona parte dei costumi e delle caratteristiche del mondo assiro il concept sarebbe dovuto essere lungo almeno il doppio, ma non era il caso….
  • 3 – Data l’importanza dei testi e il ruolo di narrazione che svolgono, avete pensate di farne una versione anche in italiano?
    R: (Davide) L’italiano ahimé si presta pochissimo a questo tipo di musica, ed al di là delle questioni stilistiche, fonetiche e di contenuto, nello stesso “spazio” musicale con il testo nella nostra lingua si deve rinunciare ad almeno il 30% di significato in meno, questo significa meno narrazione, meno sfumature, meno colori….e quindi no, non ci abbiamo pensato.
  • 4 – Durante la creazione dei brani e la composizione degli arrangiamenti, avevate qualche band di riferimento ad indicarvi la strada?
    R: (Angela) A dir la verità non abbiamo avuto nello specifico band di riferimento perché il punto di partenza è stato proprio la storia che aveva scritto Davide e gli spunti compositivi sono nati immaginandoci le scene e i personaggi che agiscono in esse cercando di tradurre in musica i vari momenti della narrazione e con essa le emozioni che essa deve trasmettere al pubblico. Questo per quanto riguarda la composizione, è chiaro comunque che ogni componente del gruppo, date le diverse esperienze musicali di ognuno, ha il suo background di ascolti ai quali attinge stilisticamente e si ispira, il risultato finale è stato quel mix che, senza presunzione, possiamo definire il sound dei Dark Ages.
    R: (Simone) Ci fa veramente piacere sentire i commenti di fans e recensori in quanto ciascuno ci accomuna a tante bands anche molto differenti tra loro; questo potrebbe significare proprio che siamo sulla buona strada per l’originalità, che dici?
  • 5 – Le parti melodiche e drammatiche prevalgono su quelle più energicamente hard. Una scelta voluta o un risultato casuale?
    R: (Angela) Teumman è un’unica opera rock che, per diverse ragioni, abbiamo voluto fin dall’inizio far uscire in due parti ma che va ascoltata e vissuta per intero. L’evolversi della vicenda, attraverso le diverse “scene” e i personaggi in esse presenti, esprime quello che sta accadendo in un preciso momento del racconto. Nella “part 2” prevalgono le parti drammatiche perché la storia ha un epilogo molto tragico; man mano che ci si avvicina al finale l’obiettivo si stringe sulla regina Namrad e la musica trasmette la sua sofferenza. La “part 1” è un po’ più “aggressiva” data l’importante presenza di Berkaal il signore dell’oscurità e del demone Oriax, poi c’è la descrizione del campo di battaglia, la discesa negli inferi, il viaggio al castello del re Agares, diciamo che lo scenario è più movimentato mentre la parte 2 si svolge interamente nelle varie stanze del palazzo.
    R: (Carlo) Se vogliamo focalizzare l’attenzione anche sull’artwork la copertina della prima parte raffigura Teumman il guerriero valoroso caduto in battaglia mentre nella seconda parte è Namrad ad essere protagonista, questo ha influenzato le scelte musicali e stilistiche dei brani della “part 2”
  • 6 – Solution ha un qualcosa dei Savatage… sono una fonte d’ispirazione per voi?
    R: (Angela) I Savatage ci piacciono molto ma, come dicevo prima, non ci sentiamo di dire che una band piuttosto che un’ altra abbia particolarmente ispirato la nostra musica, ogni musicista indistintamente è influenzato dai gruppi che sono venuti prima di lui ed è impossibile che non si sentano gli ascolti che lo hanno accompagnato nella sua carriera ma credo che l’obiettivo di ogni band sia l’ originalità.
  • 7 – Sebbene la formazione esista da più di trent’anni, i “nuovi” Dark Ages nascono solo nel 2008. Sentite un qualche legame con i “vecchi” Dark Ages in qualcosa della vostra musica e del vostro approccio lirico?
    R: (Simone) Beh in realtà non credo si possa parlare di “nuovi” o “vecchi” Dark Ages, la differenza stà solo nelle persone che hanno creduto o meno nella band tanto da lasciare un segno al suo interno. Abbiamo avuto molti cambi di formazione è vero, ma in realtà quelli che hanno determinato veri cambiamenti sono stati forse due o tre. La prima line up è diventata stabile quel tanto da riuscire a portarci tutti in sala per il primo album ma purtroppo da subito ci sono stati problemi di vario genere che hanno causato altri avvicendamenti. Sicuramente i punti importanti sono stati poi l’ingresso di Davide, circa 18 anni fa, sia per il cambio rispetto la voce femminile di Guia che per il diverso apporto nella composizione. In seguito posso citare la dipartita di Eugenio, ultimo storico fondatore rimasto oltre al sottoscritto, che ha segnato la fine delle due chitarre ed infine, appunto, nel 2008 con l’arrivo dei fratelli Angela e Carlo alle tastiere e batteria. Tuttavia se ascolti le traccie più vecchie fino all’ultimo Teumman pt.2 potrai trovare molte affinità soprattutto, ovviamente, nelle chitarre. Per il resto chiaramente siamo tutti cresciuti ed abbiamo alle spalle molte più esperienze, quindi è inevitabile che qualche cambiamento ci sia stato, in fin dei conti trent’anni non son pochi direi.R: (Simone) Beh credo non si possa parlare di “nuovi” o “vecchi” Dark Ages, la differenza stà solo nelle persone che hanno creduto o meno nella band. Abbiamo avuto molti cambi di formazione è vero, ma in realtà quelli che hanno determinato veri cambiamenti sono stati forse due o tre e sempre in Davide è proprio uno di quelli, è entrato circa 18 anni fa
  • 8 – Considerando l’estrema “visualità” del progetto, avete intenzione di realizzare dei video a supporto del disco? Avete già delle idee in cantiere?
    R: (Angela) L’idea di supportare lo spettacolo musicale anche con del materiale visivo era già in programma dall’inizio, hai ragione nel dire che il progetto si presta moltissimo a questo. Abbiamo da qualche mese iniziato a collaborare con una regista di teatro e stiamo lavorando per mettere in scena l’opera con un vero e proprio team di attori/cantanti. Il nostro sogno è vederla rappresentata per intero parte uno e parte due. Questo secondo noi sarebbe il modo più efficace per far arrivare la nostra musica al pubblico che può più facilmente capire e immergersi nella storia

rh2013

  • 1 – Teumman 2 continua il concept iniziato con Teumman 1 ma forse sarebbe il caso di riepilogare per i nostri lettori la storia che ne è alla base… di cosa parla il concept?
    R: (Davide) Il concept narra la storia di Teumman, principe elamita che cade all’inizio della vicenda in una grande battaglia. Nella prima scena, ambientata nella notte successiva allo scontro, un narratore descrive il combattimento e la scena con il campo di battaglia coperto di cadaveri e gli animali notturni che si apprestano a banchettare. Ma un’ombra si aggira in questo scenario lugubre: trovato il corpo di Teumman, questi lo trascina via con sé. Nella seconda scena, si fa la conoscenza di Oriax, un demone che ha portato il principe nell’oltretomba, e gli preannuncia l’arrivo di Berkaal, il signore delle tenebre, che deve proporgli un patto. Una volta giunto nell’antro, Berkaal propone a Teumman di tornare sulla terra e far innamorare di sé la regina Namrad, fedelissima consorte del re assiro Agares, così da spezzare questo legame fortissimo per indurre entrambi al male, in cambio il principe avrà il dono della vita eterna. Teumman accetta, torna tra i vivi, si reca al palazzo di re Agares, e chiede di essere accolto presso la sua corte dato che nella guerra ha perso tutto. Agares lo accoglie come un figlio, ma ben presto se ne pente, dato che il rapporto tra il principe e la regina suscita le malelingue ed i sospetti di tutti coloro che vivono nel palazzo. Teumman nel frattempo comincia a pentirsi di avere accettato l’incarico, colpito com’è dal fascino, dall’umanità e dalla purezza di Namrad. Tra sensi di colpa, tentennamenti, scoppi d’ira e colpi di scena si arriva alla fine che non mi sembra giusto svelare….
  • 2 – Perché un’ambientazione “mesopotamica” della storia? Cosa vi affascina di quel contesto?
    R: (Davide) Sono sempre stato affascinato dalla civiltà assira, e mi è sembrato un contesto molto poco sfruttato e ricco di elementi tra loro contradditori, ma mi rendo conto che per sviscerare a fondo almeno buona parte dei costumi e delle caratteristiche del mondo assiro il concept sarebbe dovuto essere lungo almeno il doppio, ma non era il caso….
  • 3 – Data l’importanza dei testi e il ruolo di narrazione che svolgono, avete pensate di farne una versione anche in italiano?
    R: (Davide) L’italiano ahimé si presta pochissimo a questo tipo di musica, ed al di là delle questioni stilistiche, fonetiche e di contenuto, nello stesso “spazio” musicale con il testo nella nostra lingua si deve rinunciare ad almeno il 30% di significato in meno, questo significa meno narrazione, meno sfumature, meno colori….e quindi no, non ci abbiamo pensato.
  • 4 – Durante la creazione dei brani e la composizione degli arrangiamenti, avevate qualche band di riferimento ad indicarvi la strada?
    R: (Angela) A dir la verità non abbiamo avuto nello specifico band di riferimento perché il punto di partenza è stato proprio la storia che aveva scritto Davide e gli spunti compositivi sono nati immaginandoci le scene e i personaggi che agiscono in esse cercando di tradurre in musica i vari momenti della narrazione e con essa le emozioni che essa deve trasmettere al pubblico. Questo per quanto riguarda la composizione, è chiaro comunque che ogni componente del gruppo, date le diverse esperienze musicali di ognuno, ha il suo background di ascolti ai quali attinge stilisticamente e si ispira, il risultato finale è stato quel mix che, senza presunzione, possiamo definire il sound dei Dark Ages.
    R: (Simone) Ci fa veramente piacere sentire i commenti di fans e recensori in quanto ciascuno ci accomuna a tante bands anche molto differenti tra loro; questo potrebbe significare proprio che siamo sulla buona strada per l’originalità, che dici?
  • 5 – Le parti melodiche e drammatiche prevalgono su quelle più energicamente hard. Una scelta voluta o un risultato casuale?
    R: (Angela) Teumman è un’unica opera rock che, per diverse ragioni, abbiamo voluto fin dall’inizio far uscire in due parti ma che va ascoltata e vissuta per intero. L’evolversi della vicenda, attraverso le diverse “scene” e i personaggi in esse presenti, esprime quello che sta accadendo in un preciso momento del racconto. Nella “part 2” prevalgono le parti drammatiche perché la storia ha un epilogo molto tragico; man mano che ci si avvicina al finale l’obiettivo si stringe sulla regina Namrad e la musica trasmette la sua sofferenza. La “part 1” è un po’ più “aggressiva” data l’importante presenza di Berkaal il signore dell’oscurità e del demone Oriax, poi c’è la descrizione del campo di battaglia, la discesa negli inferi, il viaggio al castello del re Agares, diciamo che lo scenario è più movimentato mentre la parte 2 si svolge interamente nelle varie stanze del palazzo.
    R: (Carlo) Se vogliamo focalizzare l’attenzione anche sull’artwork la copertina della prima parte raffigura Teumman il guerriero valoroso caduto in battaglia mentre nella seconda parte è Namrad ad essere protagonista, questo ha influenzato le scelte musicali e stilistiche dei brani della “part 2”
  • 6 – Solution ha un qualcosa dei Savatage… sono una fonte d’ispirazione per voi?
    R: (Angela) I Savatage ci piacciono molto ma, come dicevo prima, non ci sentiamo di dire che una band piuttosto che un’ altra abbia particolarmente ispirato la nostra musica, ogni musicista indistintamente è influenzato dai gruppi che sono venuti prima di lui ed è impossibile che non si sentano gli ascolti che lo hanno accompagnato nella sua carriera ma credo che l’obiettivo di ogni band sia l’ originalità.
  • 7 – Sebbene la formazione esista da più di trent’anni, i “nuovi” Dark Ages nascono solo nel 2008. Sentite un qualche legame con i “vecchi” Dark Ages in qualcosa della vostra musica e del vostro approccio lirico?
    R: (Simone) Beh in realtà non credo si possa parlare di “nuovi” o “vecchi” Dark Ages, la differenza stà solo nelle persone che hanno creduto o meno nella band tanto da lasciare un segno al suo interno. Abbiamo avuto molti cambi di formazione è vero, ma in realtà quelli che hanno determinato veri cambiamenti sono stati forse due o tre. La prima line up è diventata stabile quel tanto da riuscire a portarci tutti in sala per il primo album ma purtroppo da subito ci sono stati problemi di vario genere che hanno causato altri avvicendamenti. Sicuramente i punti importanti sono stati poi l’ingresso di Davide, circa 18 anni fa, sia per il cambio rispetto la voce femminile di Guia che per il diverso apporto nella composizione. In seguito posso citare la dipartita di Eugenio, ultimo storico fondatore rimasto oltre al sottoscritto, che ha segnato la fine delle due chitarre ed infine, appunto, nel 2008 con l’arrivo dei fratelli Angela e Carlo alle tastiere e batteria. Tuttavia se ascolti le traccie più vecchie fino all’ultimo Teumman pt.2 potrai trovare molte affinità soprattutto, ovviamente, nelle chitarre. Per il resto chiaramente siamo tutti cresciuti ed abbiamo alle spalle molte più esperienze, quindi è inevitabile che qualche cambiamento ci sia stato, in fin dei conti trent’anni non son pochi direi.R: (Simone) Beh credo non si possa parlare di “nuovi” o “vecchi” Dark Ages, la differenza stà solo nelle persone che hanno creduto o meno nella band. Abbiamo avuto molti cambi di formazione è vero, ma in realtà quelli che hanno determinato veri cambiamenti sono stati forse due o tre e sempre in Davide è proprio uno di quelli, è entrato circa 18 anni fa
  • 8 – Considerando l’estrema “visualità” del progetto, avete intenzione di realizzare dei video a supporto del disco? Avete già delle idee in cantiere?
    R: (Angela) L’idea di supportare lo spettacolo musicale anche con del materiale visivo era già in programma dall’inizio, hai ragione nel dire che il progetto si presta moltissimo a questo. Abbiamo da qualche mese iniziato a collaborare con una regista di teatro e stiamo lavorando per mettere in scena l’opera con un vero e proprio team di attori/cantanti. Il nostro sogno è vederla rappresentata per intero parte uno e parte due. Questo secondo noi sarebbe il modo più efficace per far arrivare la nostra musica al pubblico che può più facilmente capire e immergersi nella storia