Intervista per la rivista METAL MANIAC

img208Intervista a cura di Sandro Buti, giornalista che da anni è sulla scena rock e metal underground di casa nostra!

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1-       ‘Teumman part two’, due parole sul concept in sè e su questa seconda parte?

R: I testi narrano le vicende di Teumman, un principe elamita caduto in battaglia e ritornato in vita grazie ad un patto siglato con il Signore dell’Oscurità. Quest’ultimo vuole distruggere la felicità del regno di re Agares e della sua giovane sposa Namrad, una regina fedele e bellissima, imponendo a Teumann di insinuarsi tra i due e sconfiggere così il bene che questo regno rappresenta. Il principe redivivo accetta ma poi si innamora di Namrad e vuole sottrarsi all’infame accordo ma, ovviamente, gli risulta impossibile. Nella seconda parte entrano in scena molti personaggi della corte di Agares ma la parola finale spetta a Namrad con una inaspettata soluzione che non permette a nessuno di vincere, nemmeno a se stessa.
2- Le due parti sono state concepite insieme o separatamente?

R: La storia è stata scritta diversi anni fa dal nostro singer Davide e dopo qualche tempo ha proposto alla band di comporre un’opera rock su questi testi. Il progetto quindi è in ballo da molto tempo ma è stato possibile realizzarlo solo dopo l’ingresso di Angela alle tastiere e del fratello Carlo alla batteria; infatti è grazie alle loro esperienze ad alle conoscenze musicali, a completamento di quelle di Davide e Simone (chitarrista storico della band), che abbiamo potuto iniziare i lavori. Inizialmente si pensava ad un unico album ma Davide è stato talmente tassativo nei “no tagli” di alcune parti della vicenda che quindi si è reso necessario dividere l’opera in due uscite.
3- Come si differenziano (se si differenziano) a livello musicale? o le vedete come un’opera unica?

R: Come abbiamo anticipato nella domanda precedente sicuramente E’ un’opera unica. Ne consigliamo l’ascolto di entrambe le parti assieme e “tutto d’un fiato” per poter cogliere nel pieno il suo senso.
4- Come nascono (in generale ed in questo caso) i vostro pezzi?

R: Beh, credo che i brani nascano un po’ per tutti allo stesso modo: un riff improvvisato che si rende interessante e dal quale si uniscono i vari altri strumenti e ci si costruisce un testo. Oppure un testo carino da musicare e quindi si cercano dei riff interessanti… Nel nostro caso direi che è stato però abbastanza facile; Davide ha spiegato molto bene i sentimenti e le emozioni che voleva rendere. Quindi Simone e Angela hanno avuto vita facile, e così gli altri musicisti.
5- Quanto “pesa” il tema del concept nello sviluppo della musica?

R: Si può dire che è la parte fondamentale. Senza il concept ci sarebbe stata sicuramente più libertà nella composizione della musica. Il fatto di aver voluto fare un’opera rock ha imposto molti vincoli; come già detto è stato necessario comporre le musiche nel rispetto delle emozioni che i testi volevano esprimere nell’evolversi della storia.
6- Le vostre influenze sono molto varie, ci sono hard and heavy, ma anche progressive, dark/doom ed echi sinfonici. vi ci ritrovate? quali quelle che “pesano” di più?

R: Pesano tutte e nessuna. Ognuno di noi ha i propri ascolti ed influenze date, anche, dalla diversa età di ciascuno; tutto questo però non divide i pensieri ma al contrario li arricchisce. Beh, le “liti” e le discordie ci sono… ma abbiamo capito che alla fine servono anche queste per “svolte” spesso inaspettate nella composizione.
7- Vi influenza in qualche modo il prog rock anni Settanta? se sì, quali band o filoni?

R: Il prog anni ’70 è presente negli ascolti di tutti noi. Non abbiamo però filoni particolari o band preferite, ci interessa veramente tutto il prog di quel periodo, sia esso italiano che straniero.

8- Che collegamento musicale c’è (se c’è) tra ‘Saturnalia’ ed i due ‘Teumman’?

R: (Simone) In questo caso parlo a titolo personale in quanto unico membro rimasto dalla formazione di allora. Saturnalia è stato realizzato oltre vent’anni fa da una band giovane e non ben rodata forse nel suo insieme; infatti, a mio avviso, l’album contiene di sicuro degli ottimi spunti ma è anche molto acerbo. A ragione di quello che dico è che la formazione di allora non è durata poi molto, sin dall’inizio ci sono state delle defezioni e, a quello che mi risulta, oltre al sottoscritto credo solo un altro componente è ancora attivo musicalmente. Quindi di certo non possiamo collegare Teumman, nel suo intero, con Saturnalia.
9- ci sono possibilità di una ristampa ufficiale di ‘Saturnalia’?

R: (Simone) Non si può mai sapere, certo se ci fossero offerte milionarie… scherzo!! In realtà credo proprio di no, per alcuni a quel tempo non è stato un divorzio consensuale, e poi i Dark Ages hanno sempre proseguito nella loro attività;  la band non si è mai sciolta e quindi guarda al futuro.

10- come vanno le cose dal vivo? Riuscite a suonare con regolarità? come funzionano i vostri show?

R: Beh, sappiamo tutti com’è la situazione live in Italia per la scena underground… da una parte le band che si lamentano di non trovare spazi e dall’altra i locali che devono fare i conti con il cassetto e le spese a fine serata. Nel mezzo un pubblico totalmente ineducato all’ascolto del “nuovo” che preferisce andare a sentire l’ennesima tribute band piuttosto che fare lo sforzo di cercare nuovi stimoli, oppure pronto a spendere molti soldi solo per i concerti dei big. Noi come tutti facciamo molta fatica ma possiamo dire che ci muoviamo con regolarità. Abbiamo avuto dei contatti che ci hanno portato recentemente a suonare all’estero… e non senza rammarico possiamo dire che è certamente un pubblico diverso proprio per le ragioni di cui sopra. Durante i nostri show proponiamo per intero l’opera Teumman come da CD senza interruzioni in quanto vogliamo appunto che il pubblico si possa immergere nella musica come in un film.
11- cosa rende, secondo voi, i Dark Ages “unici” sulla scena di casa nostra?

R: Siamo  riusciti a creare un ottimo mix tra i diversi stili di ciascuno di noi senza compromessi forzati. Come hai già accennato nella tua domanda precedente possiamo trovare molte influenze, e con piacere ad ogni recensione o commento del pubblico si accennano a nuove sfumature. Quindi ognuno può vedere cose diverse nella nostra musica; per questo ci riteniamo unici.

Un’ultimo pensiero potremmo riservarlo proprio al pubblico e agli appassionati del genere: cercate di supportare veramente l’underground italiano e non solo da dietro la tastiera di un computer con il classico “mi piace”… ad un musicista è utile anche una critica negativa, purchè sincera. Crediamo che ogni band sia unica a proprio modo e per tutte vale la pena di muoversi per andarle ad ascoltare; noi stessi ci facciamo non pochi chilometri, quando non impegnati, per andare a sentire altre band.