Report Live with Fates Warning a cura di Roma Daily News

Dark Ages (report a cura di Rockberto Manenti)
L’apertura viene affidata ai Dark Ages. Si inizia con un lieve ritardo sulla tabella di marcia probabilmente nella speranza di veder affluire un maggior numero di avventori, ma come spesso accade purtroppo anche stasera non si sfugge alla regola che vede suonare la prima band davanti ad un esiguo numero di persone.
Le prime fondamenta del gruppo, che geograficamente si colloca nella zona compresa tra Verona e Mantova, risalgono al 1982 e dopo varie vicissitudini realizzano nel ’91 l’album d’esordio “Saturnalia”. Tra scioglimenti e ricostituzioni si arriva agli inizi della seconda decade degli anni duemila e i nostri pubblicano due concept album, il primo nel 2011 “Teumman part one”, a cui fa seguito nel 2013 “Teumman part two”, che hanno avuto un buon riscontro da parte di pubblico e critica.
Della formazione originaria resta solo il loro fondatore, il chitarrista Simone Calciolari, che sembra ora aver finalmente rimesso in piedi una band stabile, con una formazione adeguata ad una musica fortemente influenzata da sonorità anni ’70, spaziando dall’hard al progressive tanto in voga in quel periodo. In effetti ascoltandoli sembra di rivedere, o meglio, risentire il tipico sound ad esempio di Uriah Heep, Deep Purple o Atomic Rooster, ovviamente in chiave più moderna e con un’impronta decisamente più heavy.
Sicuramente molto è dovuto anche all’uso delle tastiere di Angela Busato che hanno quel vago sapore settantiano, ma anche alla roca voce di Davide Cagnata, che con la sua peculiare timbrica l’ho sentito più a suo agio nei pezzi “tirati”, basta ascoltare ad esempio la conclusiva “Oath” (Whitesnake docet). Molto elaborati i brani più “progressivi”, con cambi armonici ben costruiti e degni della tradizione di questo genere musicale. Impeccabile e precisa la sezione ritmica formata dal neo acquisto Nicola Cenzato (basso), al suo esordio ufficiale live, e Carlo Busato (batteria) che accompagnano in modo ineccepibile ogni canzone in scaletta sulle quali Simone può mettere in mostra le sue attitudini tecniche e compositive. Sarà interessante vedere l’ulteriore sviluppo che avrà la loro opera rock “Teumman”, portata in scena già quest’estate in molte e suggestive location e della quale a breve ci sarà anche un’edizione invernale.Dark Ages (report a cura di Rockberto Manenti)

L’apertura viene affidata ai Dark Ages. Si inizia con un lieve ritardo sulla tabella di marcia probabilmente nella speranza di veder affluire un maggior numero di avventori, ma come spesso accade purtroppo anche stasera non si sfugge alla regola che vede suonare la prima band davanti ad un esiguo numero di persone.

Le prime fondamenta del gruppo, che geograficamente si colloca nella zona compresa tra Verona e Mantova, risalgono al 1982 e dopo varie vicissitudini realizzano nel ’91 l’album d’esordio “Saturnalia”. Tra scioglimenti e ricostituzioni si arriva agli inizi della seconda decade degli anni duemila e i nostri pubblicano due concept album, il primo nel 2011 “Teumman part one”, a cui fa seguito nel 2013 “Teumman part two”, che hanno avuto un buon riscontro da parte di pubblico e critica.
Della formazione originaria resta solo il loro fondatore, il chitarrista Simone Calciolari, che sembra ora aver finalmente rimesso in piedi una band stabile, con una formazione adeguata ad una musica fortemente influenzata da sonorità anni ’70, spaziando dall’hard al progressive tanto in voga in quel periodo. In effetti ascoltandoli sembra di rivedere, o meglio, risentire il tipico sound ad esempio di Uriah Heep, Deep Purple o Atomic Rooster, ovviamente in chiave più moderna e con un’impronta decisamente più heavy.

Sicuramente molto è dovuto anche all’uso delle tastiere di Angela Busato che hanno quel vago sapore settantiano, ma anche alla roca voce di Davide Cagnata, che con la sua peculiare timbrica l’ho sentito più a suo agio nei pezzi “tirati”, basta ascoltare ad esempio la conclusiva “Oath” (Whitesnake docet). Molto elaborati i brani più “progressivi”, con cambi armonici ben costruiti e degni della tradizione di questo genere musicale. Impeccabile e precisa la sezione ritmica formata dal neo acquisto Nicola Cenzato (basso), al suo esordio ufficiale live, e Carlo Busato (batteria) che accompagnano in modo ineccepibile ogni canzone in scaletta sulle quali Simone può mettere in mostra le sue attitudini tecniche e compositive. Sarà interessante vedere l’ulteriore sviluppo che avrà la loro opera rock “Teumman”, portata in scena già quest’estate in molte e suggestive location e della quale a breve ci sarà anche un’edizione invernale.

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