Report Acciaio Italiano 5 METALLUS

REPORT DI METALLUS.IT  a cura di Anna Minguzzi

Appuntamento ormai consolidato, il festival Acciaio Italiano torna nella sua versione “estiva” per il quinto anno consecutivo e per il secondo nella location del Pala Bam di Mantova. Per la prima volta l’organizzazione ha scelto di fissare un biglietto di ingresso, a prezzo comunque decisamente politico, e di tornare alla consuetudine di un giorno solo di festival (lo scorso anno si era tentata la strada delle due giornate). La novità riguarda anche l’aggiunta di un secondo palco oltre a quello principale, sul quale si esibiscono una serie di band, per così dire, minori del panorama metal italiano, intrattenendo i presenti nei momenti dei cambi palco sullo stage principale. In questo modo il festival ha potuto dare spazio a una quantità decisamente maggiore di voci e generi di vario tipo, e ha consentito di eliminare quasi del tutto i tempi morti fra un’esibizione e l’altra.

Il palco B chiude le danze con un’altra band veronese, i Dark Ages, che hanno tempo a disposizione per appena tre brani, che diventano una sintesi dei due concept album “Teumann”, già portati in giro con successo e da cui è nato anche uno spettacolo teatrale. Prog metal ricco di influenze e difficile da inquadrare in un genere preciso, i Dark Ages sfoderano tutta la grinta di cui sono forniti e regalano una prestazione da manuale.

QUI il report comlpeto del festival

DARK-AGES-120rfontana-2015REPORT DI METALLUS.IT  a cura di Anna Minguzzi

Appuntamento ormai consolidato, il festival Acciaio Italiano torna nella sua versione “estiva” per il quinto anno consecutivo e per il secondo nella location del Pala Bam di Mantova. Per la prima volta l’organizzazione ha scelto di fissare un biglietto di ingresso, a prezzo comunque decisamente politico, e di tornare alla consuetudine di un giorno solo di festival (lo scorso anno si era tentata la strada delle due giornate). La novità riguarda anche l’aggiunta di un secondo palco oltre a quello principale, sul quale si esibiscono una serie di band, per così dire, minori del panorama metal italiano, intrattenendo i presenti nei momenti dei cambi palco sullo stage principale. In questo modo il festival ha potuto dare spazio a una quantità decisamente maggiore di voci e generi di vario tipo, e ha consentito di eliminare quasi del tutto i tempi morti fra un’esibizione e l’altra.

Il palco B chiude le danze con un’altra band veronese, i Dark Ages, che hanno tempo a disposizione per appena tre brani, che diventano una sintesi dei due concept album “Teumann”, già portati in giro con successo e da cui è nato anche uno spettacolo teatrale. Prog metal ricco di influenze e difficile da inquadrare in un genere preciso, i Dark Ages sfoderano tutta la grinta di cui sono forniti e regalano una prestazione da manuale.

QUI il report comlpeto del festival

DARK-AGES-120rfontana-2015