Intervista per Artistsandbands

Intervista a cura di Eric TheThird per la webzine Artistsandbands

Dark Ages sono uno dei più interessanti gruppi di prog-metal italiano. Forti di un background musicale che pesca direttamente nei seventies (Deep Purple, Genesis, Jethro Tull e Pink Floyd su tutti), i ragazzi della band hanno pubblicato tra il 2011 ed il 2013 due album che raccontano la storia di Teumman, principe elamita vissuto nell’antica Assiria. Il concept è stato studiato così bene da diventare un’opera rock con tanto di adattamento teatrale. Andiamo a conoscerli…
A&B – La prima domanda è per Simone (fondatore dei Dark Ages):  la band si è formata nei primi anni ’80. Dopo il primo album Saturnalia – inciso nel 1991 – siete tornati con un disco in studio nel 2011, cosa è successo durante tutti quegli anni di silenzio?
Simone Il primo album è stato pubblicato da una formazione molto giovane e molto poco esperta nel gestire le proprie risorse… Alcuni componenti dell’epoca si sono addirittura adagiati sugli allori dopo l’uscita di Saturnalia pensando di essere arrivati, mentre in realtà quello, a mio avviso, era il punto di partenza. Alcuni elementi rimasero pochi mesi, qualcun altro di più; in ogni caso, a parte Nicola Cenzato – bassista – che è entrato nell’autunno del 2014, questa è sicuramente la formazione dei Dark Ages più longeva e produttiva che ci sia mai stata – essendo attiva dal 2008 – con due uscite pubblicate e la terza in lavorazione.A&B –  Teumman è uscito in due parti, potete raccontarci brevemente la storia narrata nei due dischi?
Davide Antica Assiria: Teumman è un principe elamita che cade in battaglia. Giunto nell’Oltretomba, il demone Berkaal gli promette l’immortalità se, tornato in vita, riuscirà a conquistare il cuore della regina Namrad. Teumman accetta, ma si innamora a sua volta di Namrad, è straziato dal senso di colpa nei confronti del marito, il re Agares, e vorrebbe porre rimedio alla situazione.

A&B – C’è un gioco di parole tra “Teumman” e “The Human”?
Davide Il primo criterio preso in considerazione per la scelta del nome del protagonista è stato il fatto che abbia fondamento storico, il personaggio è realmente esistito, però anche questa assonanza ha avuto il suo peso, Teumman è un uomo che deve cercare di contemperare orgoglio, onore, passione, fedeltà, lealtà, amore.

A&B – Ci sarà una terza parte?
Davide – No, la vicenda ha un suo equilibrio, una sua economia ed è da considerarsi conclusa, il cerchio è stato chiuso, per il prossimo album abbiamo pensato a qualcosa di molto diverso.

A&B – Quali sono le vostre fonti di ispirazione?
Davide – Per quanto riguarda i testi, per Teumman ci siamo ispirati da una parte al melodramma italiano dell’ottocento, per recuperare almeno in parte questa preziosa tradizione, dall’altra alla tragedia shakespeariana per quanto riguarda il respiro della narrazione. Per il prossimo album i criteri sono diversi, ma comunque l’intento è sempre di conferire alla musica un senso, un valore aggiunto, e superare il banale trittico “power, steel, fire” che riempie i testi della musica metal.
Simone – Comporre le musiche per Teumman è stato più facile del previsto, Davide aveva in mente le “scene” in modo molto preciso ed è stato bravissimo ad esporle al resto della band. Naturalmente abbiamo dedicato molto tempo agli arrangiamenti in quanto, trattandosi di un’opera, non potevamo lasciare nulla al caso. Le nostre fonti di ispirazione sicuramente sono la musica classica in genere, il prog degli anni ’70 ed il massiccio metal degli anni ’80. Ognuno di noi comunque contribuisce con i propri ascolti ed il proprio background, senza limiti.

A&B – Secondo voi in Italia si può vivere solo facendo musica?
Simone – Sì, certamente, proprio in questi giorni abbiamo acquistato la nostra quinta mega villa in collina, e ciascuna villa ovviamente ha cinque piscine (una a testa)… Scherzo ovviamente! Ci si deve impegnare il più possibile, sappiamo bene che i cachet sono bassi, gli spazi pochi; nel nostro paese poi manca la cultura in generale non solo nella musica, quindi non si può certamente contare sulle vendite delle proprie opere. Quindi spesso i musicisti devono scendere a compromessi e compiere veri e propri miracoli. Si può vivere, di certo non si fanno i soldi.

A&B – Domanda per Angela:  Come ti trovi ad essere l’unica donna in mezzo a quattro maschietti? Ti trattano come una regina o ti tocca portare il caffè a tutti?
Angela – Casomai portare le birre a tutti! A parte gli scherzi, tra di noi c’è un affiatamento tale da essere tutti sullo stesso piano come membri di una band, la musica fa anche questo: rompe tutti gli schemi e le diversità non esistono. Sala prove, concerti, cene in compagnia sono la mia linfa vitale e con i Dark Ages c’è tutto questo con grande stima e rispetto reciproco. Sì, è vero, sono sempre quella che guida il furgone al ritorno dalle trasferte … ma non è un problema visto che adoro guidare!

A&B – Che ricordi avete del concerto di Brescia (novembre 2014) con headliner i Fates Warning ?
Simone – Un bellissimo ricordo di sicuro. Personalmente temevo di essere preso in giro quando Jim il chitarrista si è avvicinato per farmi i complimenti… infine addirittura hanno voluto acquistare entrambi i CD di Teumman. Noi volevamo regalarli, ovviamente, ma hanno insistito per pagarli. Grandi persone.

A&B – Come è andata l’esperienza di fine maggio all’Acciaio Italiano Festival (V edizione)?
Angela – Seguo questo festival dalla prima edizione ed è uno dei principali che supportano la scena metal italiana. Prendere parte alla quinta edizione è stato sicuramente stupendo. Ottima organizzazione, location notevole, pubblico calorosissimo e attento! Insomma una bella esperienza!

A&B – Quale è l’episodio più incredibile capitato nella vostra carriera?
Simone Non si può definire propriamente un episodio, ma l’esperienza che ha lasciato qualcosa di importante in ognuno di noi è stata la rappresentazione teatrale di Teumman divenuta una vera e propria Opera Rock interpretata da un cast di attori, cantanti e ballerine accompagnati da noi in live… incredibile per il risultato ottenuto che di certo non ci aspettavamo nonostante il massiccio impegno.

A&B – C’è un paese all’estero nel quale avete maggior  riscontro?
Simone – Nonostante non avessimo fatto molta pubblicità abbiamo un ottimo rapporto con la Russia per quanto riguarda le richieste dei nostri CD; altri riscontri positivi ci sono stati in Australia e in USA, in particolare il Maryland, in quanto abbiamo avuto la fortuna di essere entrati in rotazione in alcune radio. Per i live sicuramente la Repubblica Ceca. Stiamo pensando di programmare un tour nell’Est Europa quando uscirà il prossimo album.

A&B – Per finire,  volete lasciare un messaggio ai nostri lettori ed ai vostri fan?
Dark Ages – Vorremo riprendere brevemente quanto già detto prima per dire a chiunque ci ascolti che la musica va sostenuta. Andate ai festival, bevetevi una birra ed ascoltate le band che propongono inediti, solo così ci potranno essere nuove proposte e magari ottime sorprese. Inoltre un grazie di cuore a te, Eric,  per lo spazio concesso  ed un grazie a tutti coloro che ci seguono.