3Days in Rock 2015 Report Metallus e Tuttorock

 REPORT 3DAYS IN ROCK a cura di Anna Minguzzi METALLUS.IT

A vederlo da fuori, non daresti due centesimi al Lab End, locale relativamente nuovo dove si è trasferito il festival Three Days in Rock, che si mimetizza dietro una porta totalmente anonima in una zona appena fuori da Bologna città. A dimostrazione di quanto a volte la prima impressione non sia quella giusta però, l’accoglienza è ottima, quasi da clima famigliare, gli orari del festival vengono sempre rispettati e, soprattutto, l’acustica è davvero ottima. Tutti elementi che rendono godibile al massimo l’ottava edizione di questo festival, da sempre voluto, organizzato e gestito in tutti i suoi aspetti dalla band bolognese dei Tarchon Fist (e quando parliamo di organizzazione vogliamo dire che sono gli stessi membri della band a fare da roadie e ad occuparsi, fra le altre cose, dei cambi palco), che quest’anno, a dispetto del nome, si è articolato lungo due fine settimana per un totale di cinque giorni di attività live. Noi siamo stati presenti a tre di questi, ed ecco cosa abbiamo visto.

… e si inizia con i veronesi Dark Ages, che dopo il successo riscosso con il doppio concept album “Teumann” propongono un’esibizione incentrata in buona parte su brani nuovi che andranno nel prossimo lavoro in studio della prog metal band.

REPORT di TUTTOROCK  cura di Alessandra Merlin

La serata inizia dunque con i Dark Ages, gruppo rock/metal con influenze prog, di cui si evidenzia subito la bravura tecnica di tutti i musicisti, e spicca la capacità e il protagonismo dell’abile bassista Nicola Cenzato, accompagnato in maniera egregia dalla batteria di Carlo Busato e la chitarra di Simone Calciolari; le melodie sono affidate alle tastiere di Angela Busato e alla voce di Davide Cagnata.